La Chiesa del Soccorso

La Chiesa del Soccorso

La Chiesa più famosa e affascinante del comune di Forio

La chiesa di Santa Maria del Soccorso è la più famosa e affascinante del comune di Forio; si affaccia su un tratto molto panoramico della costa foriana, a strapiombo sul mare. Una bella descrizione di questo luogo di culto ce la fornisce già nel 1867 lo storico locale Giuseppe D´Ascia nella sua opera maestra Storia dell´isola d´Ischia.

Affidiamoci allora alle sue parole:

La strada che conduce a questa chiesetta, posta sul punto già descritto, fu costruita nel 1791, riattata nel 1864.

Salendo la larga scalinata di piperni composta da venti scalini, si giunge all´atrio della chiesa, ove sono piazzate cinque croci. Per altra scalinata a doppia tesa si sale al pianerottolo che precede l´ingresso della chiesa.

Questa chiesa è semplicissima. La sola cappella a sinistra del Crocifisso, chiusa con balaustrata di marmo e ringhiera di ferro, con marmi e buoni stucchi nel fondo di essa, altarino di marmo colorato, e nicchia corrispondente ove pende un Crocefisso, che attira la divozione dell´Isola intera, sono gli oggetti più distinti di questa chiesetta.

Questa chiesa fu edificata in età molto remota prima del 1500. Annesso alla chiesa vi era un tempo un conventino dei frati Eremitani, fu abolito in virtù della bolla d´Innocenzo X, e la chiesa col locale rimase devoluto all´Università di Forio da doverla consegnare al Parroco dell´ottina; ma Monsignor Capecelatro la diede in beneficio al suo camerire Sacerdote D. Giovanni de Martino, l´Università di Forio ne avanzò protesta, ciò avveniva verso l´anno 1718.

Nel 1741 Monsignor Schiaffinati edificò il Seminario nel Borgo di Celso d´Ischia, e volle aggregarsi il beneficio di questa chiesa per sussidiare il mantenimento del detto Seminario.

Questo diritto si estinse, perché l´Università ed i Parrochi di San Sebastiano affacciarono i loro diritti.  

Oggi (1867 ndr.) vi esiste un Cappellano ch´è nominato dal Vescovo.

Sono da osservarsi in questa chiesetta, dedicata a Santa Maria della Neve: un quadro a fianco dell´altare maggiore dipinto nel 1554. un uomo in abito nero sta in adorazione al piede della Nostra Donna col bambino situata fra le nubi. Questa figura di uomo in adorazione dovrà essere il pittore del quadro in legno. Il nome che vi si legge è Bernardino Migliazo.

Due altre cappelle sono alla parete opposta di quella del Crocifisso.

Quella detta di Sant´Agostino, contiene una gran tela dipinta dal pittore Foriano Cesare Calise nel 1633.

L´altra cappella è dedicata a Sant´Antonio di Padova.

In una tavoletta affissa nella annessa sacrestia, sono dipinte quattro donne vestite all´uso antico del paese; vi si legge la seguente iscrizione.

"Quanto si fece questo S. Antonio a quello tempo forno maestre Attinia Sorrentino, Giulia Polita, Minicella Morera e Laura Viva a 1581".

Intorno la vasca dell´acqua-santa, che sembra un pezzo di marmo di antica urna sepolcrale, si legge una iscrizione, mezzo cassata, composta di caratteri misti fra  maiuscoli e corsivi, latini, greci, ed arabi, segni e geroglifici. Questa pila di acqua santa è posta al lato destro, all´entrar nella chiesa.

Tratto da G. D´ASCIA, Storia dell´Isola d´Ischia, 1867, pagg. 389-390.

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